Ecco come impatto pandemia ha influenzato i rapporti nelle famiglie

C’è chi è riuscito a ricostruire nuovi equilibri, altri invece sono entrati in una profonda crisi

L’esperienza della pandemia mondiale ha segnato una profonda ferita nella collettività. Questo evento così incisivo ha sicuramente influenzato l’esperienza individuale di ognuno di noi con ripercussioni dal punto di vista psicologico. Le dinamiche familiari e di coppia sono state chiaramente condizionate da questo evento, che si è aggiunto agli specifici momenti del ciclo di vita che ognuna di esse si è trovata ad affrontare.
C’è chi è riuscito a ricostruire nuovi equilibri, altri invece sono entrati in una profonda crisi. Pensiamo ad esempio a quelle coppie non conviventi che, durante il periodo del lockdown, hanno deciso di trasferirsi dal partner per vivere insieme non provando troppi sensi di colpa verso la famiglia d’origine, la quale spesso aveva inconsapevolmente ostacolato questo passo verso l’autonomia. Altre coppie sono riuscite ad andare oltre gli obblighi impliciti di ciascun partner nei confronti delle famiglie d’origine e questa scelta può aver avuto delle conseguenze positive per entrambi i partner, che si sono concessi una maggiore libertà rispetto alla lealtà delle loro rispettive famiglie avendo così la possibilità di mettere dei confini fino a quel momento mai imposti e sperimentando una nuova dimensione di coppia. Per altre coppie conviventi ad esempio la mancanza di libertà le ha messe a dura prova nella riorganizzazione dei propri spazi e delle autonomie all’interno delle mura domestiche, in quanto la convivenza forzata e la mancanza di momenti di svago ha richiesto ad ognuno di impegnarsi per una maggiore flessibilità e adattamento.

Ci sono una molteplicità di scenari che hanno influenzato la nostra quotidianità e che hanno fatto da cornice alle nostre scelte. Abbiamo ribaltato la classifica delle nostre priorità spostando l’attenzione su aspetti che fino ad oggi avevamo inconsapevolmente sottovalutato. Se volessimo provare ad osservare ad ampio raggio cosa la pandemia ci lascerà dovremmo forse provare ad abbracciare due poli opposti, rispettivamente gli aspetti positivi e negativi e posizionarli lungo un continuum.

La connessione documentata tra epidemie virali e disagio psicologico risale a circa più di cento anni fa, quando Menniger collegò la pandemia di influenza spagnola del 1918 con complicazioni psichiatriche (Menninger, 1919). È probabile che le risposte emotive delle persone durante i focolai di malattie infettive di massa includano sentimenti di estrema paura e incertezza che, insieme alla separazione dai propri cari e alla limitazione della libertà, possono alla fine portare a un drammatico carico sulla salute mentale (Brooks et al., 2020). Quindi, è stato condotto un sondaggio per indagare la risposta psicologica della popolazione italiana durante una fase iniziale dell’epidemia. I risultati indicano che il 38% della popolazione generale sta attualmente percependo una forma di disagio psicologico. Tuttavia, la maggior parte dei soggetti nel campione non ha mostrato sofferenza rilevante. Ciò potrebbe essere dovuto all’esposizione ancora relativamente breve alla pandemia, nonché a caratteristiche individuali che promuovono la resilienza (Mukhtar, 2020).

Sono state effettuate diverse ricerche in cui si sono messi in luce gli impatti negativi della pandemia sul benessere dei genitori e dei bambini. Un declino della qualità relazionale nel rapporto tra genitori e figli può verificarsi all’interno delle famiglie per un peggioramento rispetto ai fattori interconnessi quali: la salute mentale dei genitori, l’adattamento del bambino e la relazione genitoriale (Feinberg M. E. et all., 2021).

A tal proposito ci sono molte domande che i terapeuti della famiglia si stanno ponendo come ad esempio: Che impatto ha avuto sulle famiglie l’aumento del tempo trascorso insieme? Sono aumentati i tassi di conflitto, divorzio e violenza familiare? Gli individui riferiscono che i livelli di soddisfazione relazionale sono aumentati o diminuiti? Cosa viene riferito rispetto al funzionamento familiare? La vicinanza di alcune relazione intrafamiliari nel periodo della pandemia come ad esempio tra padre e figlio va ad inficiare sulle altre relazioni? Quali sono i cambiamenti familiari? Ecc.

Sicuramente le risposte a queste domande sono prevalentemente correlate ad un insieme di variabili come la cultura, il benessere economico, il contesto familiare, nonché le caratteristiche individuali dei membri della famiglia.

Per quanto riguarda le relazioni tra genitori e figli adolescenti si apre un ulteriore scenario. La fase
adolescenziale, come sappiamo è particolarmente delicata, in quanto consente agli adolescenti di sperimentarsi maggiormente fuori dal contesto familiare e relazionarsi con il gruppo di pari. Per cui la situazione di chiusura e di permanenza forzata in casa non ha consentito all’adolescente di sperimentarsi nell’aggregazione con il gruppo dei pari e ciò può senz’altro accrescere la distanza emotiva e l’intolleranza reciproca. L’impossibilità di frequentare coetanei può anche determinare l’evolversi delle condotte di dipendenza da videogiochi e dalla rete internet essendo internet l’unica risorsa per comunicare. L’uso del mezzo tecnologico diventa lo strumento di elezione per entrare in contatto col resto del mondo.

In uno studio è stata esplorata per l’appunto la relazione tra genitori e figli adolescenti ed è stato osservato che sia i genitori che gli adolescenti sono infastiditi dalla mancanza di contatti sociali con gli amici, dal clima emotivo presente in famiglia e dalla preoccupazione per la salute.

Ciò che ha sorpreso da questo studio è stato il differente modo di reagire alla pandemia tra genitori e adolescenti. Infatti, mentre i genitori hanno mostrato una maggiore preoccupazione per il rischio di contagio da COVID-19, questo non infastidiva più di tanto gli adolescenti. In risposta al distacco sociale, il contatto online con parenti o amici ha aiutato sia genitori che adolescenti ad affrontare la situazione. Ci si aspettava che la distanza sociale causata dalla pandemia COVID-19, in particolare la distanza fisica da amici e coetanei e la chiusura della scuola, avrebbe comportato un aumento degli effetti negativi e una diminuzione degli effetti positivi. Tuttavia, in questo studio è emerso che durante la pandemia non sono state riscontrate differenze nei rapporti degli adolescenti. Inoltre, per quanto riguarda gli adulti, le opportunità per gli adolescenti di interazione sociale online, potrebbero aver tamponato sentimenti di isolamento o solitudine e rafforzato il benessere mentale. Va notato che il campione considerato risulta essere in media in buona salute e in circostanze relativamente favorevoli (ad esempio, stato socioeconomico elevato). Tuttavia la pandemia potrebbe avere una maggiore impatto negli adolescenti con problemi di salute mentale (ad esempio sintomi depressivi o di ansia) o che vivono in circostanze meno fortunate. Nonostante l’aumento dello stress e dell’incertezza dovuto alla pandemia da COVID-19 non si è perso il senso di connessione sociale e moralità. Questo senso di identità sociale condivisa e la sensazione di potersi dire “stiamo tutti insieme vivendo questa situazione ” può portare ad un effetto positivo, il che potrebbe spiegare perché persistono elementi positivi nel presente studio (Loes H. C. et. al., 2020).

Altro importante scenario è quello delle famiglie che stanno già vivendo una condizione di stress dovuta ad esempio alla separazione genitoriale. Una ricerca sulle famiglie che stanno affrontando questa fase critica ha mostrato che, sebbene la separazione stessa sia considerata un evento per lo più vissuto come fonte di stress, la maggior parte degli individui coinvolti in queste circostanze riesce ad elaborarlo senza gravi ripercussioni a lungo termine. L’aggiunta di altri potenziali fattori di stress può però favorire l’insorgenza di effetti negativi sul funzionamento individuale e relazionale (Greene, Anderson, Hetherington, Forgatch, & DeGarmo, 2003; Lebow, 2019b).

L’evento della separazione genitoriale è un processo graduale che conduce ad una separazione non soltanto fisica ma anche emotiva da parte della famiglia, la quale si trova ad affrontare anche questioni legali che hanno a che fare con la divisione dei beni materiali e la gestione dei tempi in cui i rispettivi genitori trovano un accordo sulla coordinazione dei figli. Nel periodo della pandemia, tutti i compiti specifici legati proprio alle fasi iniziali della separazione (ad esempio, decidere chi dovrà trasferirsi, trovare una nuova abitazione, mostrare ai bambini la loro nuova casa, ecc) sono resi molto più difficili.

Molte coppie che hanno consensualmente deciso di separarsi si sono scontrate con la difficoltà di portare a termine le pratiche legali e ciò provoca un rimanere vincolati in dinamiche relazionali poco chiare, in cui l’assenza di un meccanismo tempestivo attraverso il quale disimpegnarsi lascia molte famiglie in condizioni di vulnerabilità e stallo. Queste situazioni possono inasprire le dinamiche di fatto già ad alta conflittualità e possono avere ripercussioni problematiche per tutti i membri della famiglia. In queste circostanze le relazioni di genitorialità post-divorzio e le relazioni genitore-figlio vengono messe a rischio.
Alla luce di queste considerazioni è possibile prospettare la possibilità di un aumento di richiesta di aiuto per un sostegno psicologico da parte di coppie, famiglie, genitori ed individui, soprattutto in quei contesti in cui le dinamiche relazionali erano già appesantite. È possibile che il COVID-19 abbia ulteriormente sovraccaricato e messo a dura prova le proprie energie in contesti già precari in cui il conflitto, l’incomunicabilità, le convinzioni e le aspettative su sé stesso, sull’altro e sulla relazione possono aver alimentato modelli di interazione disfunzionali. Pensiamo anche a quegli equilibri che si sono riusciti a creare durante i periodi di chiusura e che nel momento della riapertura si fa fatica a mantenere, come ad esempio nel caso in cui si sono attivati una serie di stravolgimenti rispetto agli obblighi tra la famiglia nucleare e la famiglia d’origine, ma che dopo la riapertura le pressioni della famiglia d’origine rispetto a dei vincoli di lealtà tornano a farsi sentire. Ci sono moltissime famiglie che hanno dovuto dire addio ai loro cari, amici, conoscenti e che necessitano di un luogo ed un tempo per elaborare i loro vissuti. Per queste situazioni e molte altre pensare ad uno spazio in cui potersi prendere cura della propria storia è senz’altro un modo per affrontare gli ostacoli e per non rimanere incastrati in quel racconto di vita che ci fa sentire immobilizzati. Oltre che darsi una possibilità di pensare ad un tempo in cui poter trovare dentro di noi le risorse per ripartire prendendosi cura delle proprie relazioni e della propria storia.

Riferimenti

• Lorenzo Moccia, Delfina Janiri, Maria Pepe, Luigi Battoli, Marzia Molinaro, Valentina De Martin, Daniela Chieffo, Luigi Janiri, Andrea Fiorillo, Gabriele Sani, Marco Di Nicola Affective temperament, attachment style, and the psychological impact of the COVID-19 outbreak: an early report on the Italian general population.. 2020.

• Mark E. Feinberg et al. Impact of the COVID-19 Pandemic on Parent, Child, and Family Functioning. Family Process, Vol. x, No. X. 2021.

• Loes H. C. Janssen Marie-Louise J. Kullberg , Bart Verkuil, Noa van Zwieten, Miijam C. M. Wever. Does the COVID-19 pandemic impact parents’ and adolescents’ well-being? An EMA-study on daily affect and parenting. Oct. 16, 2020.

• Lebow Jay.L. The Challenges of COVID-19 for Divorcing and Post-divorce Families Family Process, Vol. 59, No. 3, 2020

Ivana Zuccarello Dottoressa in Psicologia Clinica e di Comunità

La dottoressa Zuccarello invita tutti coloro che hanno osservato interferenze nella propria famiglia in questo particolare periodo, a richiedere un primo incontro gratuito per comprendere se un aiuto potrebbe essere loro necessario.

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Post Author: Utente Fisioline